Acropoli San Marco con polveriera e scavi Santa Teresa (iresti dell’antica capitale dell’isola: il Foro, le tre cinte murarie, la rete stradale, il caseggiato, l’area scara e il sistema di approvvigionamento idrico, forte di innumerevoli cisterne) e Sant’Elmo;
Sesi;
Castello: si potranno visitare le mostre d’arte, i reperti archeologici ritrovati nelle campagne di scavo e le teste imperiali di Giulio Cesare, Antonia (Agrippina) Minore e Tito, rinvenute nell’Acropoli di San Marco a settembre 2003 da alcuni studenti di archeologia guidati da Sebastiano Tusa, insieme a Thomas Schaefer dell’università di Tubingen e Massimo Osanna dell’università della Basilicata, impegnati nella campagna di scavi sulla collina San Marco, dove è stata rinvenuta un’acropoli. Dalla Soprintendenza di Trapani sono state subito individuate come di epoca augustea. Nel 2004 sono state esposte al museo archeologico Antonio Salinas di Palermo e nel 2010 al British Museum di Londra, quindi definitivamente collocate in una sala del castello medievale. La testa di Cesare è eseguita in marmo pario, quella di Antonia è ornata da un diadema e da un’acconciatura a onde e boccoli, mentre quella di Tito, realizzata in marmo greco a grana rossa, raffigura un imperatore ancora giovane; Il Castello di Pantelleria, erroneamente chiamato Barbacane, è un monumento di origine medievale realizzato in pietra lavica, oggi sostanzialmente integro anche se in passato sottoposto a vari restauri. Situato in quello che è il centro dell’isola stessa, il Castello domina l’intero porto, strategica posizione per la fortezza adibita a carcere fino al 1975. Un tempo era infatti circondato interamente dalle acque del mare a e dotato di un ponte levatoio per i collegamenti con l’esterno. Originariamente costituiva un baluardo a protezione dei traffici marittimi dell’isola, rappresentando l’elemento predominante della città murata. La fondazione del castello è fatta risalire ad epoca bizantina o araba, anche se è esso è attestato con certezza non prima del XIII secolo. Attorno al 1553 vengono edificati il bastione lato mare e il bastione di nord-est. Successivamente viene aggiunto un corpo a sud-ovest e nel 1700 viene interrato il piano delle cantine. A metà del XIX secolo vengono effettuate imponenti opere di restauro e trasformazione che ne rimarcarono sempre più la destinazione a carcere. Il castello, che è interamente costruito in pietra lavica, è composto da quattro piani di cui uno risulta essere quasi del tutto interrato. Ha una superficie di circa 1665 mq. E presenta un impianto planimetrico costituito da un corpo centrale gravitante attorno ad un cortile che ha forma trapezoidale e da due bastioni a nord-est e nord-ovest, oltre una torre sul lato sud-est e ad un altro cortile. Già nel 1628 la guarnigione del castello è composta da 128 soldati e nel corso dei secoli viene utilizzato per tanti scopi: come fortezza e come carcere. Dal 1656, quando Pantelleria diventa luogo di confino, le stanze del castello vengono utilizzate per ospitare i confinati sia politici che comuni. Durante la seconda guerra mondiale è sede dei comandi della marina militare, dell’aviazione e dei carabinieri. Fino al 1975 viene utilizzato dal Ministero di Grazia e Giustizia come carcere. Da alcuni anni, dopo i lavori di restauro, il castello ha utilizzo museale e culturale. L’interno, invece, ospita ben 66 vani disposti su 3 elevazioni, volte a botte, archi in pietra da taglio, vecchie segrete e torri circolari. La fama di questa grandiosa costruzione non si deve solamente alle peculiarità architettoniche con le quali fu anticamente realizzato bensì a quella che è la storia che lo contraddistingue, una storia che copre parecchi secoli. Soggetto a continue modifiche nel corso degli anni, a continui ampliamenti da parte di arabi, bizantini, normanni, spagnoli, il Castello di Pantelleria è il segno evidente di quelle che furono le numerose colonizzazioni dell’isola, delle antiche e cruente battaglie medievali fino ad arrivare alle guerre mondiali del secolo scorso. È una storia ancora da scrivere quella che caratterizza il misterioso castello di Pantelleria. Il Castello oggi regala ai migliaia di visitatori dell’isola una splendida vista su tutto il porto di Pantelleria, uno dei panorami più suggestivi all’alba quando all’orizzonte si intravedono navi che stanno per attraccare o quando alla sera stanno per salpare.
Villaggio mursia
villaggio tardo romano a scauri (insediamento di presumibile epoca vandala, sorto sui ruderi di una villa romana; villaggio del V secolo: avanzi della Basilica, della necropoli e dell’area abitata, composta da tuguri scavati nella roccia per tre lati, col tetto a botte intonacato di calce e lapillo lavico: gli antenati dei dammusi; divenne uno dei centri produttivi tra i più attivi dell’isola soprattutto in occasione della felice manifattura della cosiddetta “Pantelleria Ware” che tanto peso ebbe nei commerci marittimi mediterranei. Nella baia antistante l’insediamento è stato identificato un relitto di nave che trasportava un carico di ceramica da “fuoco”) e tombe bizantine (bonomo e giglio-coop. Capperi-olio, località zighidì necropoli bizantina: è la stessa ?);