Dammuso deriva dall’arabo damus, poi domus in latino, significato: abitazione, casa. E’ architettura romana. I vandali, scendendo in Africa, espugnano Cartagine e si impossessano della flotta imperiale e mettono sotto scacco il Mediterraneo. I panteschi, che si trovano al centro del Mediterraneo, isola felicia del mare nostrum, sono costretti a rifugiarsi all’interno e si arrangiano, costruendo dei tuguri che sono gli antenati dei dammusi.
L’abitazione era mediamente composta da tre vani: la sala, il cammarino e l’alcova. Quest’ultima è comunicante con la sala principale tramite un grande arco, chiuso da una tenda ricamata, di chiara influenza mediorientale.
Tipici sono i dammusi con i “jardini” (contengono alberi di agrumi). Le bianche cupole, in quanto determinano una maggiore superficie riscaldata dal sole, determinano l’assenza di umidità e servono per l’essicazione dei prodotti agricoli e per la raccolta dell’acqua piovana. I bordi del tetto sono più rialzati per far confluire più facilmente l’acqua nella kannalata e nella jisterna. Nei vecchi dammusi non esisteva il bagno. L’eccezionale spessore dei muri è necessario per assorbire le spinte delle cupole, le quali sono rifinite di un impasto di tufo rosso e calce battuto con mazze di legno per giorni, fino a formare uno strato duro e impermeabile.
I terrazzamenti con muretti a secco sono stati fatti per ovviare che la terra scorresse verso il mare con le piogge. I termini “garca”, “margettu”, “mataretta”, “runcuni”, “tanca”, sono nomo dati ai terreni a seconda delle diverse forme e delle diverse posizioni.
Sono tipiche costruzioni rurali, la loro origine risale ai tempi della dominazione araba. Semplici e funzionali, dall’ottima abitabiltà, hanno resistito nel corso del tempo ed ancora oggi sono le abitazioni predominanti in tutta l’isola. Costruiti con la pietra lavica locale, sono un vero e proprio gioiello d’architettura. Grazie alla tecnica di costruzione e allo spessore delle loro mura, che varia da cm. 80 a 2 metri, i dammusi godono di un ottimo isolamento termico e acustico. La cupola può formare diversi tipi di volte a capanna, a botte, a crociera, a vela…). Il dammuso-abitazione aveva sempre la facciata principale intonacata, a differenza del “sardune” o del dammuso di campagna, lasciati grezzi a pietra viva, i pavimenti erano realizzati in cemento grezzo o, nelle case dei più abbienti, con mattonelle decorate. Ancora oggi si trovano volte arricchite da rilievi e decorazioni. Caratteristici gli antichi prospetti della zona sud-ovest (Scauri e rekhale) costituiti da una veranda chiusa con archi chiamati “Occi d’archetto”, oggi non più consentiti. Più di recente è d’uso aggiungere sul terrazzo una copertura realizzata con una struttura di canne e legno chiamata cannizzato. Le tecniche di costruzione del dammuso sono andate evolvendo col tempo: la più antica consisteva nella cosiddetta “casciata”. In pratica venivano realizzate due pareti di pietra più grosse, una interna ed una esterna con un’intercapedine riempita di pietruzze, con questo tipo di tecnica i muri potevano arrivare a misurare anche due metri e presentavano diversi vantaggi: l’utilizzo di materiale di scarto; la possibilità di ricavare armadi a muro e nicchie; il mantenimento del micro clima interno (fresco d’estate e caldo d’inverno). Intorno agli anni 1940-1950 i dammusi cominciarono ad essere costruiti con la tecnica della muratura in pietra tagliata, questa aveva il vantaggio di ridurre i tempi di costruzione, anche se aumentavano i costi relativi all’approvvigionamento e alla lavorazione delle pietre, che dovevano essere più rifinite. Oggi l’unico ruolo rimasto alla pietra è quello di rivestimento esterno, dal momento che il blocchetto di pomice e del calcestruzzo hanno del tutto soppiantato la pietra tagliata.
- U’ SARDUNE: serviva al contadino per conservare gli attrezzi e per ripararsi dal sole e dalla pioggia. Anche stalla per il mulo.
- U’ LOKU: dove i contadini si trasferivano con la famiglia per la raccolta e la lavorazione dei frutti della terra.
- U’PASSIATURE: terrazzo delimitato dalle ducchene, un vero e proprio sedile in muratura.
- U’ PURTICALE (“occi d’archetto”): veranda con archi-cannizzato
- ARKOVA: letto principale; KAMMARINU: letto per bimbi o ripostiglio; SALA; STIP A MMURU: armadio; NICCHIE (kasero)
- AIRA: aia per l’orzo o il grano. Diametro 5 metri
- STINNITURE: stenditoio per essiccare l’uva.
- U’ FURNU: sempre presente inglobato in un locale adiacente al dammuso, con una serie di fornelli per la cottura a legna.
- U’ ZACCHINU: spazio destinato al maiale.
- MACASENU: magazzino per attrezzi agricoli.